venerdì 26 marzo 2010

M.A.F.I.A.

Woody Allen, da "Saperla Lunga" (ed. Bompiani, 1973): "Non è un segreto che in America la criminalità organizzata incamera ogni anno più di quaranta miliardi di dollari. Si tratta di una cifra succosa, specialmente se si considera che la Mafia spende molto poco per la cancelleria. Fonti autorevoli informano che l'anno passato Cosa Nostra non ha stanziato più di seimila dollari per la carta intestata e anche meno per le graffette metalliche".

Ma cos'è la Mafia? E' possibile darne una definizione"descrittiva"?
Proviamo con M.A.F.I.A.: Movimento Autonomo Finanziamento Ignobili Assassini.
E adesso la spiegazione parola per parola.
MOVIMENTO: un insieme di persone, quindi una o più, che hanno comportamenti che "vanno nella stessa direzione", quindi simili tra loro e finalizzati allo stesso scopo.
AUTONOMO: tali comportamenti tendono a non lasciarsi influenzare dai comportamenti delle altre persone che al "Movimento" non appartengono (salvo quando queste influenze risultano positive per il raggiungimento dello scopo prefissato).
FINANZIAMENTO: eccolo, lo scopo prefissato. I soldi. Effettivamente non fa una piega pensare che nella società contemporanea chi ha i soldi (tanti soldi) ha o può avere praticamente tutto quello che vuole. Certo, magari i soldi non fanno la felicità, ma "guidare una Ferrari ai duecento all'ora diretti ad un party a Montecalrlo mentre una bionda pettoruta ci trastulla le parti intime con la bocca" ci si avvicina maledettamente.
IGNOBILI: nel senso di "non nobili", "che non rispettano le regole". Pensandoci bene, la M.A.F.I.A. è una specialista nel Pensiero Laterale. Cosa voglio? Tanti soldi. Come posso fare ad averli? Potrei lavorare tanto e quindi guadagnare tanto, ma questo è faticoso e richiede un sacco di tempo. Ecco che ci viene in aiuto il Pensiero Laterale: altre persone (imprenditori, Stato, poveri cristi qualsiasi) hanno dei soldi. Tanti tanti soldi. Li prendo da loro (estorsione) oppure pago qualcuno perché li dia a me (corruzione), oppure ancora me li faccio dare in cambio di cose che sarebbe illegale e/o immorale vendere (tipo le persone, sia nell'accezione del traffico di organi sia in quella del traffico di schiavi per quel che riguarda il lavoro o la prostituzione).
Qualcuno potrebbe dire: ma è illegale! Il perfetto Mafioso a questo punto fa un sorrisino e dice "certo che è illegale, cioè contro le leggi, contro le regole, è proprio questo il punto forte del Pensiero Laterale: cambiare le regole, magari ignorarle del tutto, questo che mi permette di avere questa Ferrari e la mia riserva di fighette bagnate mentre tu ti spacchi la schiena a lavorare (se hai la fortuna di avercelo, un lavoro)".
ASSASSINI: perché quando tralasci di rispettare le regole di un gioco sei un baro (immaginiamo un giocatore di poker che per non perdere la partita tira fuori un asso da una tasca segreta nella manica), ma tralasciare le regole per quanto riguarda la vita con le altre persone le conseguenze sono terribili (immaginiamo lo stesso giocatore di prima, che per non perdere la partita spara al suo avversario e poi gli prende i soldi).
In poche parole possiamo quindi definire M.A.F.I.A. un gruppo di persone che fanno il cazzo che gli pare pur di fare soldi, sbattendosene l'anima delle leggi e delle regole e pure delle altre persone.
E' un atteggiamento più diffuso di quanto a prima vista possa sembrare? Mi piacerebbe poter dire di no, ma l'impressione che ricevo da questo mondo è parecchio diversa.

Che fare quindi? Forse l'unico modo per uscirne, se non vincenti almeno puliti, è quello che consigliava Kurt Vonnegut ad un suo ammiratore che gli aveva chiesto una "dritta": "Benvenuto sulla terra, giovanotto. Qui fa un caldo boia d'estate e un freddo cane d'inverno. E' un pianeta rotondo, umido e affollato. Bene che vada, Joe, tu hai un centinaio di anni da vivere da queste parti. E di regola io ne conosco una sola: Cazzo, Joe, bisogna essere buoni!"

mercoledì 24 marzo 2010

Oggi ho parlato con Dio


Stamattina ho parlato con Dio. Quello originale, di cui dice la Bibbia, il Creatore del cielo e della terra. La cosa davvero strana è che non assomiglia proprio per niente a Morgan Freeman, avrei detto il contrario.
E dimostra molti meno anni di quelli che ha, considerato che esiste da un tempo infinito, deve essere per via della cravatta a motivi colorati.
Il succo del dialogo, avuto fumando una sigaretta assieme mentre aspettava l'autobus, è stato che Si trova abbastanza in imbarazzo ad essere rappresentato qui sulla Terra da gente che con la scusa della religione fa propaganda politica, o che chiede di perdonare i preti pedofili per paura che si scateni una caccia alle streghe (ed erano proprio gli stessi che l'hanno inventata, qualche secolo fa, la caccia alle streghe) citando la parabola della donna adultera ("Adultera, cioè che ha tradito il marito, mica che ha molestato un bambino. La capiscono la differenza quelli là? Lo sapevo io che era un errore l'obbligo del celibato...").
Voleva anche farmi i complimenti per l'inserimento di una mia poesia in un'antologia ("La Tempesta", del gruppo Poesiaèrivoluzione, non so come facesse a saperlo visto che le mie copie mi sono arrivate giusto ieri, ma in fondo Lui è onniscente, se qualcuno ne volesse acquistare una copia non ha che da dirmelo).
Avrei potuto chiederGli un sacco di cose, cose che mi sono venute in mente dopo (tipo il perché della sofferenza o se la squadra di calcio di Mallare riuscirà alla fine del campionato a salvarsi dalla retrocessione in terza categoria) ma lì per lì mi sono limitato a domandarGli dove ha comprato la cravatta: Lui si è limitato a farmi un sorrisetto ineffabile come a dire "ci sono cose che non puoi sapere" prima di gettare la sigaretta e salire sul Suo autobus.
Un tipo alla mano, simpatico, e comunque alto è alto, ma pensavo molto di più.

lunedì 22 marzo 2010

Un'altra volta è primavera

E alla fine, grazie all'impegno congiunto del Presidente del Consiglio e della squadra di Governo tutta, anche quest'anno è primavera. Un ringraziamento particolare per questo importante risultato va al Ministro per le quattro stagioni, Antonio Vivaldi, ma soprattutto a coloro che (nonostante il clima, metereologico ma non solo) ancora nella primavera ci credono.
Potrebbe essere banale quel che dico (e probabilmente lo è) ma ci voleva proprio una boccata d'ossigeno. Anche se solo simbolica, liturgica, legata ad una data (il 21 di marzo) che ha un che di astronomico ed un che di astrologico.
Ieri è stata la Giornata Mondiale della Poesia, ricorrenza ancor più arbitraria rispetto all'inizio della bella stagione, la Poetry Night al Raindogs è andata bene, un sacco di persone mi hanno fatto i complimenti per la raccoltina di poesia, sono innamorato (fortunatamente in maniera ricambiata), è passata l'influenza. Eppure ho come l'impressione che qualcosa non vada, la sensazione di aver dimenticato qualcosa d'importante, di fondamentale, come quando si esce di casa e si sa che si è scordato qualcosa ma proprio non viene in mente cos'è.
Aspetto di scoprirlo, intanto faccio un po' di ordine tra i vestiti e magari leggiucchio un po' del nuovo libro di Carlo Molinaro, "Una città", che ho preso ierisera e che mi sono fatto pure autografare (e dove oltretutto compaio in: "Ho sognato Mac che guidava un treno a vapore" e no Carlo, non mi dispiace affatto se mi hai fatto macchinista).

mercoledì 17 marzo 2010

Raindogs Poetry Night


Un sacco di cose simpatiche stanno succedendo ultimamente.
A parte l'influenza, questo mal di testa che mi fa venir voglia di aprirmi il cranio in due e tutto quello che appare sui giornali.
Che non sono cose simpatiche, affatto.
Oltretutto questa influenza, oltre agli altri piacevoli sintomi, mi sta pure creando manie paranoiche (ma forse non è l'influenza, potrebbe essere qualcosa disciolto nell'acqua da una razza aliena che vuole controllare la Terra).
Quindi, date queste premesse, immaginate come mi sono sentito dopo che ho scoperto, spulciando sul contatore di accessi, che proprio quest'oggi questo blog è stato visitato da un computer del Ministero di Giustizia... (che ad Alfano piacciano le mie poesie? E Brunetta cosa direbbe se scoprisse che un ministro passa le sue ore in ufficio a curiosare sul mio blog?).
Comunque domenica prossima, 21 marzo, ci aspetta l'appuntamento primaverile con la Raindogs Poetry Night, ribattezzata per l'occasione "Rainbow Spring Poetry Night".
L'appuntamento è come al solito al Raindogs, in via Chiodo 20 a Savona (zona porto).
Tra i partecipanti a questa edizione potremo contare su Chiara Borghi, Lamberto Garzia, Mario Farella, Carlo Molinaro, Cesare Oddera, Mirko Servetti, Andrea Ralli, La Verde Atomica, Francesco Vico (che sarei io, non un omonimo).
Quindi mi raccomando, domenica sera non prendete impegni e ci vediamo al Raindogs dalle 21:30, tutti quanti, alieni e ministri e reduci da influenza inclusi.

venerdì 5 marzo 2010

Natale, Alessio, i pupazzetti & altre storie

E' on-line, scaricabile gratuitamente dal sito www.ebookitaliani.it, una mia piccola raccoltina di poesie: "Natale, Alessio, i pupazzetti & altre storie".
La raccolta è composta da 19 brani di tema vario, accomunati comunque dal fatto che ognuno di essi è una piccola storia, o un frammento di essa, o un breve "naneddoto" (aneddoto mignon).
In attesa di ricevere commenti (sperando positivi, ma non è detto) a riguardo, vi invito a scaricarvela al link che trovate di fianco.
E magari anche a farle un pochino di pubblicità, che non fa mai male.

sabato 30 gennaio 2010

Un aggiornamento sulla situazione, un proverbio e una poesia

Eccomi qui, è un sacco di tempo che non aggiorno questo blog.
Nel frattempo le cose vanno avanti, più o meno bene, non è che mi lamento (come cantavano i Giganti: "non è per i soldi che io mi lamento" etc.), ma le cose potrebbero andare avantiobiettivamente meglio di così.
Di cose buone ce ne sono, ce ne sono sempre, ad es. mi hanno pubblicato altre due poesie su un sito che credevo chiuso (le trovi a lato, nelle "pubblicazioni sul web"), ho tre mie poesie in tre diverse antologie poetiche, abbiamo girato la puntata pilota di una trasmissione televisiva che ho contribuito a scrivere, ho conosciuto persone che definire "interessanti" è poco.
Eppure c'è sempre quell'inquietudine di fondo, come una spina piantata da qualche parte ma che non è una spina, è un dolore diffuso. Un qualcosa che non va.
Un'amica è una ferma sostenitrice del proverbio "La felicità non è avere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha". Io non la chiamerei "felicità", la chiamerei "accontentarsi".
Oppure "stronzata", a seconda dell'umore.
Non posso starmene di quel che ho, di quel che c'è, non avrei motivo per alzarmi la mattina seguente. Quello che mi serve è qualcosa da cercare, da inseguire, o almeno da sentirne la mancanza.
Magari la strada che ho preso non è quella migliore per essere felice, ma di sicuro è l'unica che mi fa pensare che un qualche senso in tutto questo, anche se magari non riuscirò mai a trovarcelo, deve esserci per forza.
E questo mi basta.
Anzi no.

Insolvenza

Il nostro amore è una fattura mai pagata.
E quando quelli sono venuti
vestiti di notte a confiscarci il cuore,
nella nostra casa
mi ci han trovato da solo.
Si son presi quel che han potuto,
quel che han trovato: qualche foto
un paio di dischi talmente graffiati che ormai non si sentono più
un tuo disegno e quel pugno d'amor proprio
che ancora tenevo in fondo a un cassetto
nel caso potesse servire. Lo sai
che non riesco a buttare mai niente.
E non te ne voglio
se mi hai lasciato
in mano a questa gente col sorriso tutto serio
che contabilizza il peso di un bacio.
Anche se hanno buttato all'aria tutti i ricordi
cercando una traccia di te negli armadi
un tuo capello su una mia giacca
o un filo d'affetto sul comodino.
Quello che conta
è che almeno tu ne sei uscita pulita.

martedì 22 dicembre 2009

La storia della terra in sei giorni

Mentre ciondolavo tra vari siti alla ricerca di qualche citazione che mi facesse fare la figura dell'intelligente durante le immancabili discussioni natalizie riguardo all'inquinamento, i disastri climatici, le stagioni non sono più quelle di una volta etc. mi sono imbattuto in una bella frase di David Brower, tratta da "Le nouvel observateur":

Condensiamo la storia della Terra di quattro miliardi di anni in sei giorni.
Il nostro pianeta è nato lunedì alle ore zero.
La vita comincia a mezzanotte di mercoledì e si evolve in tutta la sua bellezza nei tre giorni seguenti.
Sabato alle ore 16 compaiono i grandi rettili che si estinguono cinque ore più tardi, alle nove della sera.
L’uomo appare soltanto sabato sera a mezzanotte meno tre minuti.
La nascita di Cristo avviene un quarto di secondo prima di mezzanotte.
Manca un quarantesimo di secondo quando inizia la rivoluzione industriale.
Ora è sabato sera, mezzanotte, e siamo circondati da persone convinte che ciò che fanno da un quarantesimo di secondo possa durare per sempre.

Che dire? A me 'ste cose qui fanno sempre riflettere. Non penso che potrò usare questa metafora al pranzo di Natale, coi parenti, tra un piatto di cinghiale e una fetta di pandoro, ho paura non capirebbero.