mercoledì 26 settembre 2012
mercoledì 1 febbraio 2012
Happy New Crisis
Guardo alla tv il telegiornaleed ho la sensazione
che ci sia qualchecosa che non torna:
è come sentire, entrando in una stanza
l'odore pungente di merda di gatto
e non capisci dov'è né se c'è.
Tutti i presenti la avvertono sicuro,
difficile il contrario, anche a naso chiuso,
eppure, un po' per gentilezza
nei confronti del padrone della casa,
un po' per il timore che potrebbero
averla pestata loro, e poi portata dentro,
nessuno fa notare la questione.
Dopo qualche minuto ci si abitua
o almeno non da più tanto fastidio
e tutti continuano a fare amabilmente
sabato 28 gennaio 2012
Tredici Rose Rosse
Dopo più di un anno ho finito la nuova raccoltina di poesia, dal titolo "Tredici rose rosse".
Le tredici rose sono quelle comprate da un ambulante, forse, e fanno da pretesto ad altrettante riflessioni su "la vita, l'universo e tutto quanto", per arrivare alla conclusione che il senso di tutto lo riesce a capire "forse soltanto / il gatto tigrato del mio vicino / mezzo appisolato sullo zerbino / che si guarda attorno con compiaciuta / soddisfazione / per qualche motivo che sa solo lui".
La raccolta, come le altre, è scaricabile gratuitamente da Scribd oppure su Ebookitaliani.
Le tredici rose sono quelle comprate da un ambulante, forse, e fanno da pretesto ad altrettante riflessioni su "la vita, l'universo e tutto quanto", per arrivare alla conclusione che il senso di tutto lo riesce a capire "forse soltanto / il gatto tigrato del mio vicino / mezzo appisolato sullo zerbino / che si guarda attorno con compiaciuta / soddisfazione / per qualche motivo che sa solo lui".
La raccolta, come le altre, è scaricabile gratuitamente da Scribd oppure su Ebookitaliani.
martedì 20 settembre 2011
Che ore sono?

Leggo in una nota di Palazzo Chigi, riportata dall'agenzia Ansa, riguardo all'ulteriore declassamento dell'economia italiana: "Vale la pena di ricordare che l'Italia ha varato interventi che puntano al pareggio del bilancio nel 2013 e il Governo sta predisponendo misure a favore della crescita, i cui frutti si vedranno nel breve-medio periodo".
Una considerazione: intanto qui si ammette che alcuni interventi sono stati varati (tipo l'aumento dell'IVA dal 20 al 21%), mentre altri li "stanno predisponendo", insomma li faranno.
Perché tutto hanno fatto fin'ora, compreso il famoso "mettere le mani nelle tasche degli italiani" (l'IVA è un'imposta, aumentarla equivale ad aumentare le imposte), tranne che studiarsi qualcosa per favorire la crescita.
Questo aveva chiesto l'Europa (la famosa lettera della BCE non si è ancora vista, ma i contenuti sono intuibili dalle dichiarazioni dei portavoce della stessa): interventi per favorire la crescita. Che non sono stati fatti. E' stata fatta invece in due giorni una manovra economica su tutt'altro, poi stravolta successivamente più e più volte, che continua a non esaudire le richieste dell'Europa (interventi per favorire la crescita).
Eppure non sembra difficile: se chiedo a qualcuno che ore sono quello mi dice che ore sono. Al massimo mi dice "non ho l'orologio". Ma se chiedo a qualcuno "che ore sono?" e quello mi offre una sigaretta, le cose sono due: o è distratto o mi sta prendendo in giro.
Qual'è il problema di questo Governo? E' distratto o sta prendendo in giro?
Una considerazione: intanto qui si ammette che alcuni interventi sono stati varati (tipo l'aumento dell'IVA dal 20 al 21%), mentre altri li "stanno predisponendo", insomma li faranno.
Perché tutto hanno fatto fin'ora, compreso il famoso "mettere le mani nelle tasche degli italiani" (l'IVA è un'imposta, aumentarla equivale ad aumentare le imposte), tranne che studiarsi qualcosa per favorire la crescita.
Questo aveva chiesto l'Europa (la famosa lettera della BCE non si è ancora vista, ma i contenuti sono intuibili dalle dichiarazioni dei portavoce della stessa): interventi per favorire la crescita. Che non sono stati fatti. E' stata fatta invece in due giorni una manovra economica su tutt'altro, poi stravolta successivamente più e più volte, che continua a non esaudire le richieste dell'Europa (interventi per favorire la crescita).
Eppure non sembra difficile: se chiedo a qualcuno che ore sono quello mi dice che ore sono. Al massimo mi dice "non ho l'orologio". Ma se chiedo a qualcuno "che ore sono?" e quello mi offre una sigaretta, le cose sono due: o è distratto o mi sta prendendo in giro.
Qual'è il problema di questo Governo? E' distratto o sta prendendo in giro?
venerdì 16 settembre 2011
Fare ordine

Oggi pomeriggio, complice una cervicale che mi impedisce qualsiasi attività fisica più pesante del preparare il caffé, mi sono messo a frugare tra vecchie mail e motori di ricerca alla ricerca (scusate il bisticcio) di mie poesie in giro per il mondo.
Ne è venuto fuori un elenco discretamente lungo, anche se mai quanto vorrei, tra segnalazioni a concorsi e pubblicazioni in riviste e antologie e siti vari.
Questo dovrebbe darmi almeno un minimo di soddisfazione, credo, eppure ho una specie di inquietudine qui in fondo alla pancia, un pensiero fisso: non sarà mica che, a forza di concorsi e riviste e intrugli vari, mi sto raccogliendo un bel curriculum un po' troppo simile a quello delle poetesse cinquantenni ossessionate dal sesso e dalle camelie che magari a un certo punto diventano presidentesse sovrappeso di qualche associazione culturale e che io non ho mai potuto soffrire?
Nel dubbio riprendo il buon vecchio Bukowski, che non le poteva soffrire neppure lui, accendo una sigaretta e strizzo l'occhio a questo pazzo mondo.
Ne è venuto fuori un elenco discretamente lungo, anche se mai quanto vorrei, tra segnalazioni a concorsi e pubblicazioni in riviste e antologie e siti vari.
Questo dovrebbe darmi almeno un minimo di soddisfazione, credo, eppure ho una specie di inquietudine qui in fondo alla pancia, un pensiero fisso: non sarà mica che, a forza di concorsi e riviste e intrugli vari, mi sto raccogliendo un bel curriculum un po' troppo simile a quello delle poetesse cinquantenni ossessionate dal sesso e dalle camelie che magari a un certo punto diventano presidentesse sovrappeso di qualche associazione culturale e che io non ho mai potuto soffrire?
Nel dubbio riprendo il buon vecchio Bukowski, che non le poteva soffrire neppure lui, accendo una sigaretta e strizzo l'occhio a questo pazzo mondo.
splash
the illusion is that you are simply
reading this poem.
the reality is that this is
more than a
poem.
this is a beggar's knife.
this is a tulip.
this is a soldier marching
through Madrid.
this is you on your
death bed.
this is Li Po laughing
underground.
this is not a god-damned
poem.
this is a horse asleep.
a butterfly in
your brain.
this is the devil's
circus.
you are not reading this
on a page.
the page is reading
you.
feel it?
it's like a cobra. it's a hungry eagle circling the room.
this is not a poem. poems are dull,
they make you sleep.
these words force you
to a new
madness.
you have been blessed, you have been pushed into a
blinding area of
light.
the elephant dreams
with you
now.
the curve of space
bends and
laughs.
you can die now.
you can die now as
people were meant to
die:
great,
victorious,
hearing the music,
being the music,
roaring,
roaring,
roaring.
(H. C. Bukowski)
martedì 2 agosto 2011
Parole di Vento
L'idea di dare a uno spettacolo di poesia e musica un "incipit" come quello di Gibran parte da una semplice considerazione: la poesia e la musica (assieme a quelle arti che non hanno un supporto fisico "duro", come la scultura o la pittura) sono fatte principalmente di niente, di vento per l'appunto, e come questo servono a poco se si hanno da soddisfare esigenze magari materiali, ma pur sempre inderogabili quali il nutrirsi, il bere, il ripararsi dal freddo e dalle intemperie.Arti inutili, quindi, alla sopravvivenza in sé e per sé, ma secondo me fondamentali per potersi definire umani, soprattutto grazie a quei "semi" che esse sono in grado di trasportare ma non di distruggere. Semi comuni a tutti gli uomini di tutte le epoche: l'amore, la gioia, la rabbia, lo stupore (o il terrore) di fronte all'ignoto.
E' partendo da questo che è nata l'idea di organizzare la serata, sperando come sempre che possa servire magari non a molto, ma almeno a qualcosa.
lunedì 13 giugno 2011
Fontanella Imbottigliata
C'erano un sacco di elementi che potevano suggerire l'identità dell'autore: il fatto che sia proprio sotto la mia finestra, quella dove è stata tutto il tempo in bella mostra la bandiera "2 sì per l'acqua", il fatto che sia stata la mia fidanzata a scattare le foto (quelle poi comparse in corredo agli articoli) alla fontanella venerdì mattina, il fatto che abbia mandato io i comunicati riguardo all'installazione, e soprattutto il fatto che (se si osservava bene la bottiglia) all'interno dell'etichetta, in basso, in piccolo, ci stavano le mie iniziali a penna "FV, 6/2011".
Qualcuno potrebbe pensare che non è servito a niente, non ne hanno parlato in tv, buona parte dei mallaresi magari neanche si sono accorti della presenza della bottiglia, ma si sbagliano.
Una cosa che mi ripeto da anni, più di dieci, quando partecipo ad una lettura di poesia, è questa: "basta che a una singola persona resti impresso un singolo verso, ed è servito a qualcosa". Lo stesso per la "fontanella imbottigliata": mi basta che una singola persona, vedendola o leggendone su internet o sentendone parlare da altri al bar, si sia ricordata di andare a votare (quando magari gli sarebbe passato di mente) o addirittura abbia deciso di andarci, e
imbottigliare la fontanella ha avuto un senso.
Penso l'arte nel 2011, a differenza dei grossi mass-media come televisione o internet o giornali, debba vivere di questo: piccoli traguardi, minime vittorie, a volte brucianti sconfitte (non in questo caso, fortunatamente). Non coinvolge milioni di persone, ma resta impressa ad una manciata di curiosi.
Magari anche uno soltanto, ma fa il suo lavoro.
Non è un lavoro di ascia, o di piccone, è più un "lavoro di lima" come dice il cantautore genovese Max Manfredi. Lavoro che nel suo piccolo è magari a volte utile, ma comunque sempre necessario.
Gli articoli su Ivg, Savonanews, Comitato Acqua Savona
giovedì 9 giugno 2011
referendum 12 - 13 giugno
Ci siamo quasi, il 12 e 13 giugno si voteranno i quattro referendum: uno riguardo al nucleare (possibilità di costruire nuove centrali in Italia), uno sul legittimo impedimento (diritto dei membri del Governo a non presentarsi ai processi) e due sull'acqua (privatizzazione della gestione ed aumento delle tariffe in base agli investimenti effettuati dal gestore).
In sintesi: essendo referendum abrogativi, si vota Sì per abolire le leggi sottoposte a referendum (quindi quelle che prevedono nuove centrali, legittimo impedimento, aumento delle tariffe dell'acqua e privatizzazione della gestione della stessa), si vota No per mantenere le leggi attuali (quindi per ritrovarsi con una centrale nucleare sotto casa, con i membri del governo che di fatto diventano impunibilli per qualsiasi reato possano commettere e per avere l'acqua affidata a privati e ad un prezzo più caro in bolletta).
Non è necessario che lo dica, ma ve lo dico lo stesso: io voterò quattro Sì.
Per quello che riguarda l'acqua, oltre a pensare che essendo un bene indispensabile alla vita secondo me dovrebbe essere non solo a gestione pubblica, ma addirittura gratuita (il grado di una civiltà si misura anche dalle "fontanelle", quei rubinetti sparpagliati per le città che permettono di bere gratis, più una civiltà è evoluta più ce ne sono), penso anche un'altra cosa: quando chi amministra e gestisce il servizio pubblico (la classe politica) mi viene a dire che i privati lo gestirebbero meglio di loro, per prima cosa smetto di votare quegli amministratori che hanno ammesso così serenamente di essere degli incapa ci.
Quindi quattro sì, e non ne parliamo più (speriamo).
mercoledì 8 giugno 2011
La danza dei fiocchi di neve

Il commento della prima persona che ha letto questa mia (che è anche la prima mia scritta dopo un devastante finesettimana di addio al celibato a Monaco di Baviera con due carissimi amici, non appena ho riacquistato l'uso della parola) è stato che gli manca il "guizzo" finale che secondo lei caratterizza tante mie poe. Secondo me invece il guizzo c'è, ma mi ha incuriosito la possibilità di vedercelo solo io, quindi la pubblico qui e resto curioso di sapere cosa ne pensano i gentili lettori.
La danza dei fiocchi di neve
Anche tu, come tutti, sei stato qualche anno
un vagabondo del passato, mendicante
di ricordi, come certi vecchi veterani
di certe vecchie guerre, la divisa rovinata
e un'amputazione fresca.
Per fortuna, da una donna quasi sempre si guarisce
dalle crisi d'abbandono se ne esce
o forse, un'altra volta, pure questa hai avuto culo
giusto in tempo per cascarci un'altra volta
e poi di nuovo
facendo la fortuna, a seconda del momento,
del fioraio o del barista.
E magari ti viene da pensare
che ormai sei scafandrato, un osso duro, vaccinato
non ti lasci più fregare da 'ste cose
e che le donne, ora lo sai, son tutte uguali.
Ben ritrovato, povero illuso,
questa è la danza dei fiocchi di neve
(con ogni tanto un cazzo nel culo
ma lo spettacolo resta impagabile).
mercoledì 8 dicembre 2010
venerdì 26 novembre 2010
Berlusconismo e senso dell'umorismo

Secondo me quelli che votano il Berlusca non hanno il senso dell'umorismo.
Non solo perché votano il Berlusca nonostante le barzellette. E nonostante un sacco di altre cose (che però non implicano direttamente la mancanza del senso dell'umorismo, quanto la mancanza del senso del ridicolo).
E' capitato circa un anno fa, si parlava tra gente seduti fuori dal bar e si è entrati nel fatidico argomento "Cosa Farei Io Con Un Milione Di Euri".
Mi volto verso questo famoso (almeno dalle mie parti) Berlusconiano, persona affatto stupida, anzi, e gli faccio "Io salirei in ufficio sopra la fabbrica dove lavoro e direi al titolare: alzati che adesso mi siedo io".
Quello mi guarda con fare commiserante e mi fa "Non ti basta mica un milione di euro per comprare la fabbrica" "La fabbrica no ma la poltrona del suo ufficio sì".
Non ha riso.
Certo come battuta non è un granché, ma da uno la cui canzone preferita è l'inno del PDL almeno una ghignata me l'aspettavo. Un sorriso. Invece niente.
Sarà che non l'ha capita?
domenica 7 novembre 2010
Aggiornamento sulla situazione
Lo so, lo so, è un sacco che non scrivo più nulla su questo blog.
E non è una buona scusa il fatto che abbia avuto un sacco di cose da fare, anche perché avendone avute così tante non è che sia riuscito a concludere poi moltissimo.
Comunque c'è a mezzo la questione dell'Acqua Pubblica (e della richiesta di referendum per la quale abbiamo raccolto più di 400 firme solo a Mallare, che fa 1200 abitanti).
Poi ci sono state due premiazioni (a S. Germano Vercellese, dove ho vinto una targa in vetro di Murano fabbricata probabilmente ad Altare ma comunque molto bella) e ieri a Firenze (dove non ho vinto nulla ma è stata una bella cerimonia).
E sono finito su qualche antologia di poesia (Giuseppe Longhi, Ioracconto,E' solo poesia).
Ed altro ancora a cui ricomincio a lavorare ora, finito di scrivere questa specie di aggiornamento sulla situazione.
giovedì 2 settembre 2010
Tre cose sulla caccia
Mi sembra di aver capito che in liguria la stagione di caccia al cinghiale riapra dal 19 settembre, son mica tanto sicuro però.
Comunque seguendo il link qui sotto oppure quello a lato si può scaricare una mia micro-silloge di poesia sull'argomento.
martedì 31 agosto 2010
Che risate...

Ormai agosto è finito, quindi è quasi finita l'estate. Va da sé che tra poco più di tre mesi sarà inverno e con l'inverno arriverà come tutti gli anni il cinepanettone con Boldi e De Sica.
Io a vedere il cinepanettone natalizio non ci vado perché ho paura.
Ho paura di trovarmi seduto vicino a qualcuno a cui piace la comicità di Boldi. Un pensiero che mette i brividi.
De Sica invece mi piace, è un grande attore, sono anni che finge di saper recitare e nessuno si è ancora accorto che in realtà fa sempre lo stesso personaggio: un'imitazione mediocre, in romanesco, di Totò in "Risate di gioia".
Una volta ne ho visto uno in televisione, di cinepanettone, uno vecchio, credo fosse "Natale a Poggibonsi" o qualcosa del genere. Ho riso tutto il tempo. Pensando che qualcuno aveva pagato il biglietto del cinema per vedere quella roba. Da sbellicarsi.
Poi mi viene da pensare che film del genere prendono (o almeno fino a ieri prendevano) il sussidio dallo Stato (e quindi da noi) per il cinema.
E non rido più.
giovedì 22 luglio 2010
Apro una parentesi...

Tutto confermato per la serata "Metti una sera... a lume di candela". Stessa data (29 luglio) stesso posto (Centro Culturale M. Moreno a Mallare (quante "M" in questo nome)) stessa ora (le 21 (ritardatari (i soliti) permettendo (che poi il quarto d'ora accademico lo si concede a tutti))).
Nel frattempo è uscita notizia della serata su Savonanews (qui) , su Igv (qui) , su Facebook (qui) e su E-zine (non qui, bensì qui).
E detto tra parentesi: le candele non sono più 200 ma 199, ne ho provata una per vedere se funzionavano e per quanto tempo.
Rinnovo a tutti (e quattro) i lettori di questo blog l'invito a venire (non in quel senso lì, sporcaccioni) e passare una bella serata con noi.
lunedì 19 luglio 2010
Metti una sera... a lume di candela

Cinque poeti (o presunti tali), due musicisti (di quelli bravi, e pure buoni nel sopportare gentaglia come noi), duecento candele prese all'Ikea.
Ma soprattutto la voglia di passare una bella serata, niente di difficile. E niente di più difficile.
C'è da ringraziare il Centro Culturale, c'è da ringraziare tutti i partecipanti, c'è da ringraziare in anticipo il pubblico che vorrà intervenire. C'è pure da ringraziare i vicini, che la serata se la potranno seguire dalle finestre che danno sul giardino del Centro.
Ma soprattutto c'è da accendere le famose duecento candele di cui sopra (speriamo qualcuno si ricordi di portare i fiammiferi o al limite un buon accendino...).
Per ogni ulteriore informazione: 328.3525748 Cesare / 327.0579557 Francesco
giovedì 8 luglio 2010
I am the egg man We are the egg men I am the walrus

Non sono mai riuscito a capire, nonostante ci abbia passato sopra più di un paio di notti insonni, cosa intendesse dire John Lennon con quella frase "I am the egg man / We are the egg men / I am the walrus".
Probabilmente il vero significato di questi versi non lo ha mai capito neppure lui. Peccato non poterglielo chiedere di persona.
Ho provato a chiedere a Google, mi ha risposto di chiedere a Yahoo Answers. Un po' come certi genitori: "Mamma, posso andare al compleanno di Luca?" "Chiedi a tuo padre" "Pa', posso andare al compleanno di Luca?" "Chiedi a tua madre".
Una cosa che però so è chi conosceva il significato di queste arcane parole: i programmatori del videogioco "Sonic the Hedgehog" per Sega Mega Drive. Ve lo ricordate il mostro finale? si chiamava "Dr. Eggman", e manco a farlo apposta è uno walrus, un tricheco.
Il problema è che ora non so cosa significhi neppure questo.
Né cos'abbiano in comune una canzone del 1967 ed un videogioco del 1991.
Qualcuno potrebbe osservare che John Lennon qualche volta faceva uso di droghe.
Avete presente Sonic? Un riccio blu che corre più veloce del suono deve raccogliere anelli luccicanti che stanno sospesi per aria e sconfiggere un tricheco che si chiama "Dr. Eggman" dopo aver attraversato livelli che neanche Piranesi, pieni di granchi improbabili con gli occhi a palla e fiori che sputazzano palle di fuoco.
C'è il posto che anche i programmatori della Sega si facessero, magari più di qualche volta.
mercoledì 7 luglio 2010
Perdita d'aria

Ore 5:04 UTC
La continua e monotona ripetizione di uno stesso rumore di macchinari, di pistoni, di ruote dentate, di organismi rotanti e scivolanti, col tempo, diventa come una musica conosciuta e quasi non ci si fa più caso.
Proprio per questo qualsiasi nota stonata salta all'orecchio, ogni variazione dallo schema è percepita come le dita avvertono immediatamente un sassolino in una manciata di sabbia finissima.
Il rumore, il più spaventoso rumore che può capitare di sentire in una stazione spaziale sospesa nel vuoto del cielo: il sibilo sputacchiante di una perdita d'aria.
Per un astronauta significa quasi sicuramente la morte, non una morte gloriosa di battaglia o quella meno marziale ma altrettanto eroica che prende dopo una lunga lotta contro la malattia. E neppure la morte causata dalla malattia più incurabile di tutte, la vita stessa, quando si allunga talmente tanto da diventare sottile e disfarsi come le foglie a stagione finita.
La morte per vuoto è un'asfissia dolorosa e violenta: il corpo umano, fatto per sopportare costantemente il peso dell’atmosfera, improvvisamente si tende e si deforma, le tensioni tra gli organi interni non più bilanciate dalla pressione dilaniano la pelle, le costole sui spezzano verso l’esterno con una serie di schiocchi ripetuti, gli occhi scoppiano con due “plop” spargendo attorno sangue e parti di cervello e altra roba. Non si muore per soffocamento, nel vuoto dello spazio, non si muore per il freddo. Si muore perché si esplode.
Avverto il sibilare fatale, chiaro come uno squillo di tromba sul sottofondo di basso del macchinario ben regolato, ho un brivido.
Fortunatamente non mi trovo su una stazione spaziale ma in una segheria, ed il rumore che sento non è una letale perdita dello scafo ma un tubicino che porta aria compressa che si è rotto. Premo il pulsante per fermare il macchinario, chiudo la mandata dell'aria, inserisco come da indicazioni di sicurezza sul posto di lavoro il pulsante dell'emergenza, prendo dalla cassetta un cacciavite ed un nuovo tubetto.
Il mio collega, più giù lungo la linea, si accende una sigaretta. Non si potrebbe, fumare qui dentro, ma non dice niente nessuno eppoi stiamo attenti a spegnere bene il mozzicone.
La vita di un operaio non riserva particolari emozioni, ma per lo meno uno non rischia di esplodere spargendo attorno i propri organi interni. O di farsi bucare il cranio da un micrometeorite. O di bruciare nell’incendio di un serbatoio d’ossigeno compresso. O qualche altra morte orribile.
Certo rimane il pericolo di farse male sui macchinari, ma basta starci attenti.
Io sto molto attento, non voglio che qualcuno raccolga pezzi sanguinolenti di me in giro per lo stabilimento.
Neanche che fossi un astronauta.
Persino lo stipendio è niente di paragonabile.
venerdì 11 giugno 2010
Una storia un po' così

Resto in attesa di conoscere gli esiti di tutti quei concorsi di poesia a cui ho partecipato, nel frattempo ieri sera per ingannare l'attesa avevo voglia di vedermi un film, un bel film di samurai, ma non posso perché non ho la televisione (me ne sono liberato da quasi un anno, e devo dire che vivo meglio). Così me lo sono immaginato.
Praticamente, c'è questo tipo che fa un lavoro che non si capisce tanto bene, anche perché c'era la guerra (prima, adesso è finita) e ha dovuto smettere, poi si innamora. Ma lei non può innamorarsi sempre per la questione di prima, della guerra, e comunque fa la smorfiosa perché lei è di famiglia ricca e lui uno che non si capisce bene che lavoro faccia. Poi la guerra sta per ricominciare, lei intanto inizia quasi a calcolarselo, il protagonista, ma lui deve andare a fare la guerra. Lei si pente di aver fatto la smorfiosa, e decide di innamorarsi pure lei, ma suo padre li scopre e manda lui a fare la guerra e lei da certi parenti. C'è di nuovo la guerra, con un sacco di gente che muore, poi il soldato che sarebbe il protagonista attaccano con gli altri del suo esercito un palazzo e vincono e dentro il palazzo c'è la ragazza che lui era innamorato perché adesso ha un'altra, in pratica la famiglia di lei ha fatto tradimento e adesso sono nemici. Si riconoscono, lui la aiuta a scappare ma non vuole averci niente a che fare perché ha quest'altra, poi però si pente e tornano assieme. E la guerra finisce un'altra volta, credo. Questo non si capisce bene.
Bel film no? Ovviamente, non è quasi il caso di dirlo, tutto è ambientato nel Giappone del XV secolo.
Spero tanto si sbrighino a rispondermi da quei concorsi cui ho partecipato.
mercoledì 26 maggio 2010
ARIA DI FESTA - Festa di Primavera 2010

ARIA DI FESTA @ ERLI SPRING PARTY 2010
Erli è un paesino dell'entroterra albenganese, ci si arriva dopo una serie di tornanti e dopo aver passato quel piccolo gioiello che è Zuccarello. La frazione Borgo Bassi è un gruppo di case ammucchiate su uno spuntone a ridosso del fiume Neva, che scorre qualche centinaio di metri più in basso.
Qualche anno fa, non tanti che se ne sia persa la memoria ma abbastanza perché io avessi ancora da nascere, un gruppo di frikkettoni un po' bohemien un po' zingari arriva a questo angolo di case allora in rovina e, poco a poco ed approfittando dei prezzi bassi, se le compra ed inizia a ristrutturarsele e a lasciarci il segno della propria presenza.
Il risultato è il Villaggio come lo si può visitare oggi, pieno delle "casette" in terracotta di Nico e delle pitture realizzate a venti o più mani da chi è passato di lì.
Venerdì prossimo ci sarà Festa al Villaggio, come tutte le primavere ormai da qualche anno, dopo le edizioni dedicate all'Acqua, alla Terra e al Fuoco ora è la volta del Vento.
Ci saranno performance, musica, letture di poesia, jam session e soprattutto tanta voglia di festeggiare tutti assieme l'arrivo della bella stagione.
La mia idea per quest'anno sarà quella di "imbottigliare" quest'aria di festa, cosicché ognuno possa portarsene un pochino a casa con sé alla fine dei tre giorni, ovviamente l'aria è gratuita e quindi gratis (almeno quella, visto che già l'acqua ce la stanno facendo pagare cara).
Ovviamente se qualcuno volesse partecipare leggendo poesia, suonando, recitando o proponendo una sua performance è il benvenuto, basta che si porti l'occorrente e tanta fantasia.
Ecco il programma della tre giorni:
PROGRAMMA DI MASSIMA
- VENERDI’ 28 MAGGIO – SERA ORE 21:30 SU PER GIU’
Apriremo le danze con una “misteriosa” performance artistica di Marino “Ramingo” Giusti. Non abbiamo la più pallida idea di cosa Marino abbia in mente, per cui solo chi sarà presente potrà poi pronunciare la famosa frase: “Io c’ero quella volta che Marino ha fatto quella cosa misteriosa!”.
- SABATO 29 MAGGIO – POMERIGGIO 16:30 SALVO MERENDA LUNGA
Al centro del pomeriggio di festa faremo il reading “Parole al vento”, recital di poesia e prosa a tema libero. Diversi gli autori che hanno confermato l’adesione: Chiara Borghi, Adriana Caviglia, Carlo Molinaro, Cesare Oddera, Mirko Servetti e Francesco Vico. Altri faranno di tutto per esserci, per cui aspettatevi sorprese!
- SABATO 29 MAGGIO – SERA DALLE 20:30 FINO AD ESAURIMENTO ENERGIE
La grande notte del vento! Musica con i gruppi presenti, improvvisate jam session, performance a sorpresa, girandole e colpi di vento, scacciapensieri, la rosa dei venti, buon cibo, buon vino e ottima compagnia!
RICORDIAMO CHE SI ACCETTANO IDEE, ANCHE SUL MOMENTO! SE AVETE INTENZIONE DI PRESENTARE UNA VOSTRA PERFORMANCE, NON AVETE CHE DA VENIRE CON L’OCCORRENTE E FARCELO PRESENTE!
SIETE MUSICISTI E VOLETE SUONARE? SIETE AUTORI O APPASSIONATI E VOLETE PARTECIPARE ATTIVAMENTE AL READING? IMBRACCIATE STRUMENTI E LIBRI E VENITE! IL NOSTRO PALCO E’ APERTO!
CIBO E BEVANDE: La libera festa di primavera vive di ciò che ognuno di noi porta, per cui quello che chiediamo a chi partecipa è di portare qualcosa da mangiare e qualcosa da bere. Oltre a ciò, sul posto sarà in funzione il mitico “forno dei desperados” intento a sfornare pizza fino ad esaurimento stomaci!
Come e dove dormire:
Abbiamo attrezzato una zona tende, dove ci sistemeremo.
Come arrivare:
Da Albenga prendete la statale verso i monti, seguendo le indicazioni Garessio/Torino. Dopo qualche chilometro troverete sulla sinistra la deviazione per ERLI. Una volta giunti al paese, sempre sulla sinistra, troverete indicazione e deviazione per Loc. Borgo Bassi. Ci troverete là!
PRECISAZIONE: QUESTA E' UNA FESTA, NON UN RAVE-PARTY!
CLARIFICATION: THIS IS A PARTY, NOT A RAVE-PARTY
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