Ci siamo quasi, il 12 e 13 giugno si voteranno i quattro referendum: uno riguardo al nucleare (possibilità di costruire nuove centrali in Italia), uno sul legittimo impedimento (diritto dei membri del Governo a non presentarsi ai processi) e due sull'acqua (privatizzazione della gestione ed aumento delle tariffe in base agli investimenti effettuati dal gestore).
In sintesi: essendo referendum abrogativi, si vota Sì per abolire le leggi sottoposte a referendum (quindi quelle che prevedono nuove centrali, legittimo impedimento, aumento delle tariffe dell'acqua e privatizzazione della gestione della stessa), si vota No per mantenere le leggi attuali (quindi per ritrovarsi con una centrale nucleare sotto casa, con i membri del governo che di fatto diventano impunibilli per qualsiasi reato possano commettere e per avere l'acqua affidata a privati e ad un prezzo più caro in bolletta).
Non è necessario che lo dica, ma ve lo dico lo stesso: io voterò quattro Sì.
Per quello che riguarda l'acqua, oltre a pensare che essendo un bene indispensabile alla vita secondo me dovrebbe essere non solo a gestione pubblica, ma addirittura gratuita (il grado di una civiltà si misura anche dalle "fontanelle", quei rubinetti sparpagliati per le città che permettono di bere gratis, più una civiltà è evoluta più ce ne sono), penso anche un'altra cosa: quando chi amministra e gestisce il servizio pubblico (la classe politica) mi viene a dire che i privati lo gestirebbero meglio di loro, per prima cosa smetto di votare quegli amministratori che hanno ammesso così serenamente di essere degli incapa ci.
Quindi quattro sì, e non ne parliamo più (speriamo).
giovedì 9 giugno 2011
referendum 12 - 13 giugno
mercoledì 8 giugno 2011
La danza dei fiocchi di neve

Il commento della prima persona che ha letto questa mia (che è anche la prima mia scritta dopo un devastante finesettimana di addio al celibato a Monaco di Baviera con due carissimi amici, non appena ho riacquistato l'uso della parola) è stato che gli manca il "guizzo" finale che secondo lei caratterizza tante mie poe. Secondo me invece il guizzo c'è, ma mi ha incuriosito la possibilità di vedercelo solo io, quindi la pubblico qui e resto curioso di sapere cosa ne pensano i gentili lettori.
La danza dei fiocchi di neve
Anche tu, come tutti, sei stato qualche anno
un vagabondo del passato, mendicante
di ricordi, come certi vecchi veterani
di certe vecchie guerre, la divisa rovinata
e un'amputazione fresca.
Per fortuna, da una donna quasi sempre si guarisce
dalle crisi d'abbandono se ne esce
o forse, un'altra volta, pure questa hai avuto culo
giusto in tempo per cascarci un'altra volta
e poi di nuovo
facendo la fortuna, a seconda del momento,
del fioraio o del barista.
E magari ti viene da pensare
che ormai sei scafandrato, un osso duro, vaccinato
non ti lasci più fregare da 'ste cose
e che le donne, ora lo sai, son tutte uguali.
Ben ritrovato, povero illuso,
questa è la danza dei fiocchi di neve
(con ogni tanto un cazzo nel culo
ma lo spettacolo resta impagabile).
mercoledì 8 dicembre 2010
venerdì 26 novembre 2010
Berlusconismo e senso dell'umorismo

Secondo me quelli che votano il Berlusca non hanno il senso dell'umorismo.
Non solo perché votano il Berlusca nonostante le barzellette. E nonostante un sacco di altre cose (che però non implicano direttamente la mancanza del senso dell'umorismo, quanto la mancanza del senso del ridicolo).
E' capitato circa un anno fa, si parlava tra gente seduti fuori dal bar e si è entrati nel fatidico argomento "Cosa Farei Io Con Un Milione Di Euri".
Mi volto verso questo famoso (almeno dalle mie parti) Berlusconiano, persona affatto stupida, anzi, e gli faccio "Io salirei in ufficio sopra la fabbrica dove lavoro e direi al titolare: alzati che adesso mi siedo io".
Quello mi guarda con fare commiserante e mi fa "Non ti basta mica un milione di euro per comprare la fabbrica" "La fabbrica no ma la poltrona del suo ufficio sì".
Non ha riso.
Certo come battuta non è un granché, ma da uno la cui canzone preferita è l'inno del PDL almeno una ghignata me l'aspettavo. Un sorriso. Invece niente.
Sarà che non l'ha capita?
domenica 7 novembre 2010
Aggiornamento sulla situazione
Lo so, lo so, è un sacco che non scrivo più nulla su questo blog.
E non è una buona scusa il fatto che abbia avuto un sacco di cose da fare, anche perché avendone avute così tante non è che sia riuscito a concludere poi moltissimo.
Comunque c'è a mezzo la questione dell'Acqua Pubblica (e della richiesta di referendum per la quale abbiamo raccolto più di 400 firme solo a Mallare, che fa 1200 abitanti).
Poi ci sono state due premiazioni (a S. Germano Vercellese, dove ho vinto una targa in vetro di Murano fabbricata probabilmente ad Altare ma comunque molto bella) e ieri a Firenze (dove non ho vinto nulla ma è stata una bella cerimonia).
E sono finito su qualche antologia di poesia (Giuseppe Longhi, Ioracconto,E' solo poesia).
Ed altro ancora a cui ricomincio a lavorare ora, finito di scrivere questa specie di aggiornamento sulla situazione.
giovedì 2 settembre 2010
Tre cose sulla caccia
Mi sembra di aver capito che in liguria la stagione di caccia al cinghiale riapra dal 19 settembre, son mica tanto sicuro però.
Comunque seguendo il link qui sotto oppure quello a lato si può scaricare una mia micro-silloge di poesia sull'argomento.
martedì 31 agosto 2010
Che risate...

Ormai agosto è finito, quindi è quasi finita l'estate. Va da sé che tra poco più di tre mesi sarà inverno e con l'inverno arriverà come tutti gli anni il cinepanettone con Boldi e De Sica.
Io a vedere il cinepanettone natalizio non ci vado perché ho paura.
Ho paura di trovarmi seduto vicino a qualcuno a cui piace la comicità di Boldi. Un pensiero che mette i brividi.
De Sica invece mi piace, è un grande attore, sono anni che finge di saper recitare e nessuno si è ancora accorto che in realtà fa sempre lo stesso personaggio: un'imitazione mediocre, in romanesco, di Totò in "Risate di gioia".
Una volta ne ho visto uno in televisione, di cinepanettone, uno vecchio, credo fosse "Natale a Poggibonsi" o qualcosa del genere. Ho riso tutto il tempo. Pensando che qualcuno aveva pagato il biglietto del cinema per vedere quella roba. Da sbellicarsi.
Poi mi viene da pensare che film del genere prendono (o almeno fino a ieri prendevano) il sussidio dallo Stato (e quindi da noi) per il cinema.
E non rido più.
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